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Assistenze

3 novembre

Sony Playstation 5 - Non si accende - No LED - No Power (ADP-400FR)

Sony Playstation 5 - Non si accende - No LED - No Power (ADP-400FR)
Categoria: Assistenze

Quando una PlayStation 5 non si accende affatto, il sospetto cade quasi subito sull’alimentatore. Ma trovare una PSU che non eroga i 12 V non significa automaticamente doverla sostituire.

La vera domanda è un’altra: l’alimentatore è realmente irrecuperabile oppure il guasto è circoscritto a pochi componenti sostituibili?

In questo caso la console montava un alimentatore Sony ADP-400FR, con uscita nominale da 12 V e 31 A. La prima verifica è stata effettuata direttamente sui due contatti di potenza che alimentano la motherboard: con l’alimentatore collegato alla rete non era presente alcuna tensione in uscita.

A quel punto sarebbe stato semplice fermarsi alla diagnosi “alimentatore guasto” e sostituire l’intero modulo. Abbiamo invece proseguito cercando di capire quale sezione avesse smesso di funzionare.

Il primo controllo interno ha riguardato il fusibile di ingresso, risultato perfettamente integro. Anche il ponte raddrizzatore non mostrava anomalie: le quattro giunzioni presentavano valori regolari, intorno a 0,57 V.

La prova decisiva è arrivata misurando il bus primario. Sui grandi condensatori da 450 V erano presenti circa 400 V DC. Questo dato ci ha permesso di escludere l’ingresso di rete, il ponte raddrizzatore e lo stadio PFC: tutta la parte primaria dell’alimentatore stava lavorando correttamente.

Il guasto doveva quindi trovarsi sul secondario. Misurando la resistenza tra i due terminali dell’uscita a 12 V abbiamo infatti trovato un vero e proprio corto circuito.

Seguendo il rail dei 12 V siamo arrivati ai due MOSFET della rettificazione sincrona, Q101 e Q102, controllati dal driver MP6924A. Q102, una volta dissaldato, risultava completamente in corto tra tutti e tre i terminali. La conferma definitiva è arrivata immediatamente dopo la sua rimozione: la resistenza sull’uscita, prima praticamente nulla, è salita nell’ordine dei kiloohm. Anche Q101, controllato fuori circuito, mostrava però Drain e Source praticamente in corto, con una caduta di appena 0,004 V in entrambi i versi.

Entrambi i MOSFET erano quindi guasti.

Prima della sostituzione abbiamo verificato anche il circuito di pilotaggio del driver MP6924A. Le due uscite gate risultavano perfettamente simmetriche, circa 45 kΩ verso massa, mentre i collegamenti tra driver e gate dei MOSFET presentavano circa 1,4 Ω. Nessun corto era presente sull’alimentazione del controller o sulle sue uscite.

Per la riparazione abbiamo sostituito entrambi i MOSFET originali con due YAGEO XSEMI XP6NA3R5IT, componenti N-channel da 60 V con caratteristiche compatibili con l’applicazione originale.

Dopo la sostituzione, il corto sul rail dei 12 V era completamente scomparso: la resistenza tra i due terminali d’uscita era salita a circa 10 kΩ e i due nuovi MOSFET mostravano misure praticamente identiche.

Il test finale dell’alimentatore ha dato il risultato atteso: 11,89 V stabili in uscita.

Questo intervento mostra bene la differenza tra una semplice sostituzione e una vera diagnosi elettronica. Se il primario è gravemente danneggiato, il trasformatore è compromesso o il costo della riparazione supera quello del ricambio, sostituire l’intero alimentatore può essere la scelta più sensata. Ma quando il guasto è localizzato, come in questo caso, riparare la PSU è perfettamente possibile e permette di intervenire solo sui componenti realmente difettosi.

Di Marcella Toschi
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